C'è un momento preciso, verso il venti di agosto, in cui il mare comincia a pesare: il parcheggio, l'ombrellone da negoziare, la fila per un caffè che costa come un pranzo. È allora che l'acqua dolce diventa un'idea brillante. Un lago non promette il tramonto in cartolina delle mete più fotografate, promette qualcosa di più raro a fine estate: ombra vera, temperature ragionevoli e la possibilità di sentire il rumore dei propri passi sulla ghiaia.
Cinque laghi per una domenica senza ansia
Il lago di Fiastra, nelle Marche, sta dentro i monti Sibillini con un'acqua che nelle giornate limpide diventa verde smeraldo. Ha rive di ghiaia, punti attrezzati e sentieri che si allontanano in dieci minuti dalla parte più frequentata: chi cammina un poco trova quasi sempre una insenatura per sé.
Il lago di Scanno, in Abruzzo, è il classico che si crede affollato e non lo è quasi mai nelle prime ore. Intorno c'è un anello pedonale comodo anche con il passeggino, e il paese sopra vale la sosta del pomeriggio, quando il sole si abbassa e le vie in pietra restano fresche.
Il lago di Barrea, dentro il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ha prati che scendono all'acqua e un'atmosfera più da montagna che da villeggiatura. Qui il costume è quasi un dettaglio: si viene per l'aria e per il silenzio.
Il lago di Cavazzo, in Friuli, è meno citato dei suoi vicini famosi e ha una linea di riva bassa, adatta a chi entra in acqua con calma. Le montagne lo tengono in ombra prima del previsto: perfetto per chi non ama il sole di mezzogiorno.
E poi i laghi piccoli dell'Alto Adige e del Trentino, quelli balneabili tra i boschi, dove l'acqua resta fresca e si pranza con un piatto di canederli invece di un panino consumato in piedi. Non sono segreti, ma a fine agosto si svuotano in fretta, perché molti hanno già chiuso la valigia.
L'ora giusta e il cestino giusto
La differenza tra una bella giornata al lago e una giornata da dimenticare si decide alle nove del mattino. Arrivare presto significa parcheggio vicino, riva ancora ombreggiata e acqua immobile. Verso le tredici il flusso si invertirà e voi sarete già nella fase migliore: quella del libro all'ombra.
Nel cestino mettete cose che non temono il caldo: una frittata di zucchine tagliata a quadrati, pomodori conditi in un vasetto chiuso, pane a fette con prosciutto, formaggio a pasta dura, pesche mature avvolte in un tovagliolo. Una borraccia grande di acqua congelata a metà funziona come mattonella refrigerante e diventa bevanda nel pomeriggio. Aggiungete un telo grande, perché la ghiaia non perdona, e un maglione leggero: i laghi di montagna cambiano temperatura appena il sole scende dietro la cresta.
L'acqua dolce chiede rispetto
Ogni estate torna la stessa conversazione dolorosa sui tuffi finiti male in acque interne, e vale la pena ricordare perché un lago non è un mare tiepido. La temperatura può crollare di parecchi gradi appena sotto la superficie, il fondo è irregolare e spesso invisibile, non ci sono onde che segnalano gli scalini di roccia. Si entra gradualmente, bagnandosi nuca e polsi, mai correndo dopo ore di sole; non si fanno tuffi dove non si è verificato il fondo; si nuota lungo riva e non verso il centro. Se ci sono bambini, lo sguardo resta su di loro anche quando l'acqua è bassa, e le ciambelle gonfiabili non sostituiscono nessuno.
Qual è il lago più adatto se viaggio con bambini piccoli?
Cercate tre caratteristiche: riva con ingresso graduale, prato o ghiaia fine invece di massi, e un punto di ristoro o un bagno raggiungibile a piedi in pochi minuti. I laghi con anello pedonale pianeggiante, come quello di Scanno, permettono di alternare passeggiata e sosta senza dover rifare le valigie ogni volta. Portate comunque scarpette di gomma: nei laghi il fondo può essere sassoso e scivoloso, e un piede sicuro cambia l'umore della giornata.
Serve prenotare qualcosa per una giornata al lago?
Per la riva libera in genere no, ma conviene informarsi in anticipo su due cose: la disponibilità di parcheggio, che nelle zone dei parchi può essere limitata e a pagamento, e il pranzo, perché nei borghi piccoli i ristoranti hanno pochi coperti e la domenica si riempiono presto. Una telefonata la sera prima risolve entrambe le questioni. Se puntate a un lido attrezzato, verificate anche gli orari di apertura di fine stagione: a fine agosto molti riducono i servizi.











