Il Cammino di Santiago è uno di quei viaggi che si desiderano per anni e poi si organizzano in tre giorni di panico, ed è un peccato: quasi tutto quello che rende bella o faticosa l'esperienza si decide prima di partire, molto prima di prenotare un volo. Non serve essere atlete, non serve spendere una fortuna e non serve nemmeno avere un mese libero. Serve mettere in fila poche scelte, nell'ordine giusto.
Prima domanda: quanti giorni hai davvero
Non partire dal percorso, parti dal calendario. Con una settimana si cammina l'ultimo tratto e si arriva comunque a Santiago; con due settimane si può affrontare un itinerario intero più breve; con oltre un mese si apre il Cammino Francese completo, quello classico che parte dai Pirenei. Calcola sempre un giorno in meno rispetto alle ferie che hai: uno di viaggio all'inizio, mezza giornata di margine alla fine, ed eventualmente una tappa di riposo se è la tua prima volta. La media di chi cammina con uno zaino in spalla, senza allenamento specifico, si aggira su venti chilometri al giorno: se moltiplichi quel numero per i giorni disponibili hai già capito quale tratto puoi permetterti, senza illusioni.
Non esiste solo il Cammino Francese
Il Francese è il più conosciuto, il più segnalato, il più sociale: se viaggi sola e vuoi incontrare gente, è la scelta più semplice. Il Cammino Portoghese, soprattutto nella variante lungo la costa, è più dolce come dislivello e regala mare, e piace molto a chi cammina d'estate. Il Primitivo è il più esigente: montagna vera, meno servizi, tappe impegnative, e per questo lo consiglio a chi ha già esperienza di trekking. Il Cammino Inglese è corto e adatto a chi ha pochi giorni. Considera anche la stagione: primavera e inizio autunno offrono temperature gestibili e paesaggi bellissimi, mentre il pieno agosto significa caldo forte in Meseta e ostelli affollati.
Zaino, scarpe e piedi: le tre cose su cui non si risparmia
La regola sullo zaino è antica e valida: dovrebbe pesare attorno al dieci per cento del tuo peso corporeo, acqua esclusa. Significa due cambi tecnici, non sette magliette di cotone; un piumino leggero comprimibile; un guscio antipioggia; ciabatte per la sera; il minimo indispensabile di cosmetici travasati in flaconcini piccoli. Ogni oggetto che porti lo porti per centinaia di chilometri, quindi provalo a casa: fai due o tre uscite lunghe con lo zaino già carico. Le scarpe vanno rodate prima, mai comprate la settimana della partenza, e conviene prenderle di mezzo numero più grande, perché in cammino il piede si gonfia. Sui calzini, meglio investire: cuciture piatte e materiali che non trattengono l'umidità prevengono più vesciche di qualsiasi cerotto. E impara a fermarti al primo fastidio, non quando il male è già fatto.
Dormire, mangiare e la credenziale
La credenziale è il documento del pellegrino: si ritira prima della partenza o lungo il percorso e si fa timbrare ogni giorno, perché serve per dormire negli ostelli e per ottenere la Compostela all'arrivo. Per il pernottamento hai due filosofie: l'ostello, economico e sociale, con camerate e orari, oppure le pensioni e le piccole locande, più care ma con la tua stanza. Molte camminatrici scelgono un mix, riservando la stanza privata alle sere in cui sono stanche. In alta stagione conviene prenotare almeno la prima notte e l'ultima, lasciando libere quelle centrali. Sul cibo, le colazioni sono semplici e i menù del pellegrino abbondanti: porta con te frutta secca e qualcosa di salato per i tratti lunghi senza paesi, e tieni sempre almeno un litro e mezzo d'acqua.
Quanti giorni servono per arrivare a Santiago?
Dipende dal punto di partenza, ma per ottenere la Compostela occorre percorrere a piedi almeno gli ultimi cento chilometri, che si coprono in genere in cinque o sei giorni di cammino. Con una settimana di ferie, quindi, l'obiettivo è realistico anche per chi non ha mai fatto trekking. Se invece punti al Francese completo dai Pirenei, la maggior parte delle persone impiega circa un mese, tappe di riposo comprese.
Si può fare il Cammino da sole?
Sì, ed è una delle esperienze in solitaria più frequentate d'Europa: i percorsi principali sono ben segnalati, densi di altri camminatori e di strutture abituate ad accogliere chi viaggia sola. Accorgimenti sensati restano validi: dire a qualcuno a casa dove dormi, evitare di partire prima dell'alba su tratti isolati, non forzare le tappe solo per stare al passo di un gruppo conosciuto il giorno prima. Sulla solitudine, quasi tutte raccontano la stessa cosa: si parte sole e si finisce per camminare accompagnate molto più di quanto si immaginasse.











