La temperatura giusta, fibra per fibra
Il cotone classico, bianco o a tinta unita resistente, regge bene un lavaggio a sessanta gradi, ed è la scelta sensata quando in casa qualcuno è stato influenzato o quando si soffre di allergie. Le lenzuola colorate e stampate, invece, vivono più a lungo a quaranta gradi, purché il ciclo sia abbastanza lungo e la macchina non sia sovraccarica. Il lino ama i lavaggi delicati e le temperature moderate, e con il tempo diventa più morbido proprio perché non lo maltratti. Percalle e raso di cotone si comportano come il cotone ma vanno stesi subito, altrimenti le pieghe diventano permanenti. Se hai un capo con etichetta a trenta gradi, rispettala: alzare i gradi non compensa un carico troppo pieno o un detersivo dosato male.
Gli errori che vanificano anche un buon lavaggio
Il primo è riempire il cestello fino all'orlo: le lenzuola sono voluminose e se non hanno spazio per girare tornano fuori solo bagnate, non pulite. Meglio un set alla volta, magari con le federe. Il secondo è esagerare con il detersivo, convinte che di più significhi più pulito: il residuo resta nelle fibre, irrigidisce il tessuto e col tempo dà quell'odore di chiuso che non si capisce da dove arrivi. Il terzo è l'ammorbidente usato a ogni lavaggio: rende il cotone meno assorbente e traspirante, proprio la qualità per cui l'hai comprato. Il quarto, e il più comune in autunno, è l'asciugatura lenta dentro casa con le finestre chiuse: se un lenzuolo impiega due giorni ad asciugare, l'odore di umido è garantito. Stendilo ben aperto, in una stanza arieggiata, e apri la finestra per qualche minuto anche quando fa freddo.






