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“Sono in ritardo e fanno i pretenziosi” - Perché i manager licenziano la Generazione Z?

Szőke Angéla3 min di lettura
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“Sono in ritardo e fanno i pretenziosi” - Perché i manager licenziano la Generazione Z? — Famiglia
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Iniziativa

Non hanno alcuna motivazione, davvero nessuna. Ho sempre amato assumere giovani nella mia azienda perché portavano energia, idee fresche e vedevano le cose con occhi nuovi, mentre noi eravamo un po’ stanchi. Ora però, su cinque giovani, ne ho già mandati via quattro perché non hanno apportato nulla al team.

Aspettative

Non hanno ancora dimostrato nulla, ma già fanno richieste, non avevo mai visto nulla del genere. Hanno aspettative irrealistiche che lasciano perplessi anche gli altri dirigenti. Un ragazzo, al suo primo giorno di prova, ha detto che tre giorni di smart working a settimana non gli bastano e che non vuole arrivare prima delle 10 quando viene in ufficio. Davvero?!

Puntualità? Dimenticala!

Arrivano sempre in ritardo. Non sono mai puntuali all’inizio delle riunioni e, anche se cerco di essere indulgente, se arrivano 15 minuti dopo che la riunione è iniziata, non so più cosa fare. E la cosa peggiore è che non si sbrigano nemmeno! Non entrano ansimando per far capire che hanno corso, ma con una calma che fa venire il nervoso. Quando ho minacciato sanzioni, tipo non pagare l’ora se il ritardo supera i 10 minuti, si sono indignati. Una ragazza mi ha guardato come se fossi un serial killer, un ragazzo invece ha solo scrollato le spalle e ha iniziato a entrare un’ora dopo. (Ovviamente è stato licenziato.)

Generazione Z
Source: unsplash.com

Abbigliamento

Non chiedo certo ai miei dipendenti di venire in smoking o abiti da sera, i tatuaggi e i piercing sono permessi. Anche il business casual può essere rilassato, ma il modo in cui si vestono questi giovani è davvero inaccettabile. E se glielo fai notare con delicatezza, non gliene importa e continuano a vestirsi come vogliono.

Sotto pressione

Non reggono affatto la pressione, crollano anche con il minimo stress. Ho assunto una ragazza che ha conseguito la laurea con ottimi risultati ed era decisa e convincente al colloquio. La prima settimana mi ha chiamato in lacrime perché le avevano dato un compito da svolgere in poco tempo. Era un compito semplicissimo, che alla fine uno dei miei collaboratori medi ha risolto in circa 20 minuti, quindi non capivo perché piangesse.

Comunicazione

Non sanno comunicare! Nel mio lavoro non parliamo di poesia russa o fisica quantistica, ma non conoscono parole che anche chi ha solo la scuola media conosceva ai miei tempi, figuriamoci un laureato! Cosa hanno studiato all’università?!

Source: unsplash.com

Sensibilità sociale

Non sanno relazionarsi con le persone, ormai non permetto ai neolaureati di interagire con clienti o acquirenti perché è un disastro. Non riescono a gestire un reclamo, si bloccano di fronte a un cliente arrabbiato, nonostante abbia fatto diversi esercizi pratici con loro.

Atteggiamento

Non hanno idea di cosa sia un atteggiamento positivo. So che la situazione dei giovani non è facile e cerco di essere empatica, ma sono senza parole di fronte a una generazione che inizia il primo lavoro già bruciata. Non è colpa loro, è un fenomeno da analizzare socialmente, ma finché sono così, purtroppo non posso tenerli.

Problemi

Da dove comincio… Non sanno gestire il tempo, non hanno idea di quanto tempo richieda un compito. Mancano di senso pratico, non sono autonomi, bisogna tenerli per mano anche nelle cose più piccole. Non so se sia effetto della pandemia, ma sono immuni a qualsiasi feedback. O reagiscono troppo emotivamente, piangendo o offendendosi, oppure ignorano tutto.

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