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Come pulire la lavatrice: il ciclo di manutenzione che elimina l'odore di umido

Borka Calzolaio4 min di lettura
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Come pulire la lavatrice: il ciclo di manutenzione che elimina l'odore di umido — Economia domestica
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Il segnale arriva sempre in estate, quando i capi sono leggeri e sudati e i lavaggi si fanno a temperature basse: apri il cestello, annusi la maglietta appena lavata e c'è quel sottofondo di cantina che nessun ammorbidente riesce a coprire. Per settimane si dà la colpa al detersivo sbagliato, all'acqua, allo stendibiancheria. In realtà la responsabile è la lavatrice, che è un elettrodomestico caldo, umido e pieno di angoli, cioè l'ambiente ideale per biofilm, residui e muffe. La buona notizia è che rimetterla in ordine richiede più metodo che fatica.

Perché la lavatrice comincia a odorare

Tre cause si sommano. La prima: i lavaggi a trenta gradi, che sono giusti per i tessuti ma non bastano a sciogliere i grassi del sudore e i residui di detersivo, che si accumulano in una patina appiccicosa nelle tubazioni e sotto la guarnizione. La seconda: l'eccesso di prodotto, perché il detersivo in più non si scioglie e resta lì a nutrire i batteri. La terza: lo sportello chiuso subito dopo il lavaggio, che intrappola l'umidità dentro un ambiente al buio.

Da qui deriva la logica di tutta la manutenzione: alzare la temperatura di tanto in tanto, togliere i residui a mano dove la macchina non arriva, e far entrare aria.

Il ciclo a vuoto, fatto come si deve

Una volta al mese, quando in casa non serve la lavatrice per qualche ora, imposta il programma cotone più caldo che l'apparecchio prevede, senza carico e senza detersivo tradizionale. Al posto suo puoi usare acido citrico sciolto in acqua tiepida, oppure un bicchiere di aceto bianco, oppure un prodotto specifico da supermercato: l'importante è scegliere uno solo. Non mescolare mai aceto o acido con candeggina o con anticalcare a base di cloro, e non chiudere il tutto in una bottiglia tappata.

L'acido serve al calcare e ai residui minerali; se il problema principale è l'odore, un ciclo caldo con un misurino di percarbonato di sodio nel cestello vuoto agisce meglio sui residui organici. Alternare i due approcci, un mese uno un mese l'altro, è la routine più semplice da ricordare.

I tre punti che nessun programma pulisce

La guarnizione dello sportello è il punto numero uno: apri la piega di gomma con le dita e passa un panno inumidito con acqua calda e sapone, poi asciuga. Lì si fermano capelli, monetine, sabbia e acqua stagnante, e lì nasce la maggior parte delle macchie nere. Il cassetto del detersivo va estratto e lavato sotto il rubinetto con uno spazzolino, insieme al vano che lo contiene, dove il residuo secco forma croste. Il filtro della pompa, in basso dietro lo sportellino, va aperto con una bacinella e uno straccio sotto, perché uscirà acqua: pulire la retina e rimetterlo bene in sede risolve anche molti scarichi lenti. Controlla, quando ci sei, che il tubo di scarico non sia schiacciato dietro la macchina.

Le abitudini che fanno la differenza tutti i giorni

Lascia lo sportello socchiuso e il cassetto aperto dopo ogni lavaggio, così l'umidità evapora. Passa un panno asciutto sulla guarnizione la sera, diventa un gesto automatico in tre secondi. Non lasciare il bucato bagnato nel cestello: in estate bastano poche ore perché prenda odore. Riduci il detersivo, soprattutto se l'acqua di casa è dolce, e usa l'ammorbidente con parsimonia, perché è uno dei principali responsabili dell'accumulo. E non usare la lavatrice come cesto della biancheria sporca: i capi umidi chiusi dentro sono la causa più banale del problema.

Ogni quanto va pulita la lavatrice?

Un ciclo di manutenzione al mese è una buona regola per una famiglia che fa diversi lavaggi a settimana, mentre guarnizione e cassetto vanno controllati ogni sette-dieci giorni, cioè quando passi comunque a caricare il bucato. Il filtro della pompa può bastare ogni due o tre mesi, ma se noti scarichi lenti o acqua residua vale la pena aprirlo prima.

Meglio l'aceto o l'acido citrico?

L'acido citrico è più efficace sul calcare, non lascia odore e in polvere si dosa con facilità, quindi è la scelta più comoda nelle zone con acqua dura. L'aceto bianco funziona, costa poco ed è sempre in casa, ma ha un odore pungente e, usato a ogni lavaggio, a lungo andare può risultare aggressivo su gomme e guarnizioni: meglio riservarlo ai cicli di manutenzione e non alla routine quotidiana.

Informazioni sull’autrice

Borka Calzolaio

Borka Calzolaio racconta l’intreccio quotidiano di lavoro, famiglia e un cervello ADHD che non sta nelle righe. Scambia storie oneste con consigli onesti, con deviazioni occasionali nel giardinaggio da balcone e nell’arte di rendere un martedì sera meno triage.

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