Ormai la consapevolezza è ovunque: respira profondamente, resta nel presente e scarica un'altra app di meditazione a una quindicina di euro al mese per il bene della tua pace interiore.
Ma è davvero questa la strada giusta, o solo una trappola ben confezionata?
Per anni ho seguito fedelmente questi consigli, e cercavo con entusiasmo di rilassarmi prima delle riunioni importanti, sperando di gestire più facilmente lo stress quotidiano. Oggi vedo con chiarezza che, mentre mi sforzavo in modo ossessivo di raggiungere il perfetto stato "zen", stavo mancando completamente il punto. È stato in un caldo pomeriggio d'estate, rannicchiata nel mio giardino, che ho capito quanto sia spesso una trappola quel tipo di mindfulness moderna che cercano di venderci già pronta, in formato abbonamento.
Quando anche la pace interiore diventa l'ennesimo compito sulla lista
Da molti anni frequento percorsi di crescita personale, terapia individuale, costellazioni familiari e diversi cerchi di donne, dove abbiamo provato tantissime tecniche per avvicinarci a noi stesse. Eppure, nonostante tutto il lavoro fatto, ancora oggi sono al punto in cui faccio fatica a trovare — e ancora di più a concedermi — quelle emozioni "scomode" come la rabbia o la vergogna.
E quando finalmente ne coglievo qualche traccia, di tutto ciò che avevo sepolto dentro di me, cominciavo a pensare che il problema fossi io: perché, secondo le riviste patinate e i podcast, le donne consapevoli si elevano con eleganza sopra i propri impulsi e sono sempre equilibrate.
Questo sistema è geniale, ma allo stesso tempo profondamente cinico. Le giornate frenetiche, il rumore digitale e la pressione a conformarci ci logorano metodicamente, e il mercato — invece di affrontare la radice del problema — si limita a presentarci il conto per la soluzione.
Ci dice che, se siamo stressati o esausti, la colpa è solo ed esclusivamente nostra, perché non abbiamo prestato abbastanza attenzione al respiro, ai nostri confini o alla nostra calma. E questo atteggiamento ci lascia completamente soli davanti alle nostre vere difficoltà.
Il momento in cui il tempo si è finalmente fermato
L'altra sera, dopo una giornata particolarmente calda, quando il muro di casa proiettava ormai un'ombra fresca sul cortile, sono scesa in giardino a sistemare un'aiuola. Non ho portato il telefono con me, non ho avviato nessuna musica rilassante di sottofondo: mi sono semplicemente seduta e ho iniziato a togliere le erbacce e a sistemare i fiori.
Quando ho finito con l'irrigazione, la solita routine, e sono risalita in casa stanca nel corpo ma completamente riposata nell'anima, mi sono accorta con stupore che erano volate via quattro ore senza che me ne accorgessi. Ma la cosa ancora più sorprendente è stata rendermi conto che, in tutto quel tempo, non avevo pensato nemmeno una volta a un singolo impegno concreto.
Non stavo rimuginando su problemi, non ripensavo a conversazioni o conflitti, non cercavo consapevolmente di tenere lontano nulla da me. Per tutto il tempo, nella mia testa c'era solo un silenzio vuoto e una calma totale — e, nonostante tutti i miei precedenti tentativi (consapevoli), non avevo mai vissuto in vita mia un'esperienza meditativa così profonda.
Verso una pace tutta nostra, senza fronzoli
Mi è venuto in mente che, in realtà, il nostro compito non è affatto quello di attutire fino a renderla sopportabile la follia che ci circonda con una qualche nebbia wellness premium o con la repressione consapevole. La rabbia, la frustrazione e la tensione sono spesso reazioni del tutto legittime e sane a un mondo impazzito e sovraccarico, e alle nostre emozioni represse.
Se infatti soffochiamo tutte le emozioni che ci proteggono con i mantra del "concentrati solo sul presente" e "resta sempre positiva", perdiamo proprio quella bussola interiore che altrimenti ci spingerebbe a cambiare qualcosa o a tracciare i nostri confini.
La mindfulness moderna e industrializzata non ci libera dallo stress: ci aiuta ad assimilarci ad esso in silenzio, facendoci nel frattempo dimenticare che, a volte, dobbiamo davvero alzare la voce contro le ingiustizie che subiamo.
Per un vero sollievo non abbiamo bisogno di teorie altisonanti né di costosi accessori. Il nostro compito è in realtà molto più semplice: trovare quell'attività che amiamo fare con tutto il cuore e in cui riusciamo a immergerci completamente.
Non importa affatto se si tratta del giardinaggio, della pittura, di stirare, di una passeggiata silenziosa, oppure dello yoga e della meditazione classica — l'importante è solo praticarla con regolarità e con gioia.
La mindfulness moderna è davvero inutile?
No. Il problema non è la pratica in sé, ma il modo in cui viene venduta: come un prodotto a pagamento che scarica su di noi la colpa dello stress, invece di affrontarne le vere cause.
Perché reprimere la rabbia può essere dannoso?
Perché emozioni come rabbia, frustrazione e tensione sono spesso reazioni sane a un mondo sovraccarico. Soffocarle con i mantra della positività ci fa perdere la bussola interiore che ci spinge a cambiare o a difendere i nostri confini.
Come si trova davvero la pace interiore?
Non servono teorie complicate né accessori costosi. Basta trovare un'attività che amiamo davvero e in cui possiamo immergerci completamente, praticandola con regolarità e con gioia.
Quali attività aiutano a raggiungere questo stato?
Qualsiasi cosa in cui ci si perde volentieri: il giardinaggio, la pittura, stirare, una passeggiata in silenzio, ma anche lo yoga o la meditazione classica. Ciò che conta è il piacere autentico, non l'attività in sé.











