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Mi dispiace, ma non ha senso fare terapia se non ci metti impegno

Schuster Borka3 min di lettura
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Mi dispiace, ma non ha senso fare terapia se non ci metti impegno — Lifestyle
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Negli ultimi anni il dialogo sulla salute mentale è finalmente uscito dal silenzio. Sempre più persone cercano psicologi, coach, opportunità terapeutiche – ed è una delle cose migliori che possa succedere alla società. Ma sedersi davanti a un professionista per 45 minuti a settimana non risolverà tutto da solo. La terapia non è una bacchetta magica, né una pillola miracolosa, né un luogo dove ricevere una diagnosi o una scusa per giustificare il proprio comportamento. L’ho imparato anch’io a fatica.

Presentarsi e partecipare sono due cose diverse

Andare in terapia è fantastico, ma presentarsi alla seduta e partecipare davvero sono due cose diverse.

Essere sinceri, riflettere sulle proprie scelte e problemi, riconoscere che certe reazioni non nascono da un torto subito ma da paura o dolore, non è affatto scontato.

Contrariamente a quanto si pensa, la terapia non serve solo a parlare di come il mondo ci ha ferito, né a leccarci le ferite, ma a capire come queste esperienze hanno formato la nostra personalità e come possono ostacolare la nostra felicità. Che sia perché non riusciamo a difenderci o perché proiettiamo il nostro dolore sugli altri.

La relazione terapeutica è un lavoro di squadra: se lavora solo una parte, non funziona. La maggior parte del lavoro avviene fuori dalla seduta, nella vita reale, quando mettiamo in pratica ciò che abbiamo imparato, spesso in situazioni che ci mettono a dura prova.

Source: pexels.com

Farà male? Probabilmente sì

Il cuore della terapia non è il comfort, ma la sfida con te stesso. Per cambiare davvero devi affrontare sentimenti dolorosi, traumi passati, schemi ricorrenti. È difficile e a volte scomodo. Ammetto di essere uscito da sedute sentendomi peggio di quando ero entrato. Ma fa parte del processo di guarigione, come aprire una ferita infetta.

Come dicono gli inglesi, “trust the process”: l’unica cosa da fare è fidarsi che, se non ti arrendi, tutto si risolverà. Anche ciò che ora sembra insopportabile.

È importante capire però che il terapeuta non lavora al tuo posto. Non prende decisioni per te né cambia la tua vita. È un supporto, uno specchio, un compagno di viaggio, uno spazio sicuro. Ma non ti porta alla meta né fa il lavoro al posto tuo. Se stai lì passivamente aspettando che risolva tutto lui, resterai deluso. Il terapeuta ti sostiene, ti ascolta, ti risponde – ma il lavoro lo devi fare tu.

Senza azione, la terapia è solo una coperta

Dire “faccio terapia” suona bene, ma se significa solo sedersi 45 minuti con un professionista con cui non sei sincero o non vuoi ascoltare, allora la terapia diventa solo una coperta per nascondere il caos interiore a te stesso e agli altri, almeno per un po’.

A lungo andare però inganniamo solo noi stessi se fingiamo di lavorare sui problemi senza fare progressi.

Tempo e denaro sono un investimento solo se ci metti impegno

Molti si lamentano che la terapia è costosa, richiede tempo e non sempre dà risultati rapidi. È vero. Ma è ancora più costoso pagare per anni senza cambiare nulla, perché non ci metti energia. Fare terapia è un impegno verso te stesso. Se vuoi davvero cambiare, non basta sedersi sul divano: devi affrontare te stesso. Fa paura, ma le conseguenze di non farlo possono essere ancora più spaventose.

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