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Perché siamo così ossessionati dal true crime (e cosa fa davvero alla nostra mente)

Farkas Margaréta5 min di lettura
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Perché siamo così ossessionati dal true crime (e cosa fa davvero alla nostra mente) — Lifestyle
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C'è qualcosa di strano, eppure perfettamente umano, nel ritrovarsi a metà di un podcast o di una serie a trattenere il fiato davanti ai dettagli di un omicidio, mentre magari stai finendo di cena.

Il true crime, il genere dedicato ai crimini realmente accaduti, è esploso nell'ultimo decennio. Oggi milioni di podcast, documentari, serie e libri raccontano storie di casi veri. Ma cosa ci spinge in quella direzione? E soprattutto: cosa succede dentro di noi mentre li divoriamo?

Un'attrazione di cui non devi vergognarti

La prima cosa da mettere in chiaro: se ami il true crime, non sei una persona strana né malata. L'interesse per i crimini reali è un fenomeno profondamente umano, e ha una spiegazione psicologica precisa.

Una delle ragioni principali è l'esperienza del cosiddetto "pericolo sicuro". Il nostro cervello monitora e analizza costantemente le minacce: è un'eredità dell'evoluzione. Il true crime ci permette di attivare questo meccanismo di elaborazione del pericolo senza essere davvero esposti ad alcun rischio.

Seduti sul divano, elaboriamo ciò che ci spaventa. E, paradossalmente, questo può risultare persino rassicurante.

La seconda ragione è un mix di empatia e curiosità. Da sempre cerchiamo di capire come qualcuno possa arrivare a compiere ciò che il nostro senso morale considera inaccettabile. Non perché lo ammiriamo, ma perché vogliamo comprenderlo. È proprio questo bisogno di capire a spingere molti verso il genere.

Perché sono soprattutto le donne ad esserne appassionate?

Gli studi e i dati sugli ascolti concordano: il pubblico del true crime è in larga parte femminile. E non è un caso.

Secondo gli esperti, una spiegazione è che le donne, consapevolmente o meno, tendono a vedersi come potenziali vittime, e il consumo di true crime diventa una forma di raccolta di informazioni. Se so come i criminali scelgono le loro vittime, forse riuscirò a riconoscere i segnali. Se so a cosa fare attenzione, forse resterò al sicuro. È un'illusione, certo, ma per il cervello ha un senso.

La seconda spiegazione è emotiva: le storie di true crime vengono spesso raccontate anche dal punto di vista della vittima, e questa identificazione emotiva risulta più forte nelle donne.

Come influisce sulla nostra salute mentale?

Questa è la parte di cui si parla meno. Il consumo di true crime non è un'attività neutra, e i suoi effetti sono più complessi di quanto pensiamo.

  • Il lato positivo: le community di appassionati creano un forte senso di appartenenza. Condividi con milioni di altre persone l'esperienza di provare a comprendere una vicenda umana complessa. È un'esperienza sociale, anche quando ascolti da solo.
  • Il lato negativo: un consumo regolare e intenso può aumentare i livelli di ansia e persino di paranoia. Se ogni giorno riempi il tuo tempo con storie di ciò che gli esseri umani si fanno a vicenda, il cervello a poco a poco impara che il mondo è un posto pericoloso, e questa convinzione finisce per filtrare anche nella vita di tutti i giorni.

In molti raccontano che dopo aver consumato true crime fanno più fatica ad addormentarsi, diventano più nervosi nelle situazioni sconosciute o sentono crescere la loro ansia generale. Il limite non è lo stesso per tutti. C'è chi non ha problemi con un episodio, e chi ne trova già tre di troppo.

Come guardarlo in modo più sano

Gli psicologi non consigliano di smettere, ma di prestare attenzione a come ti senti durante e dopo.

Se noti disturbi del sonno, diventi più ansioso o senti che il genere amplifica le tue paure, può valere la pena ridurne il consumo, almeno per un po'. La sera, prima di andare a dormire, è particolarmente sconsigliato: il cervello elabora in modo più intenso i contenuti visti poco prima di addormentarsi.

Aiuta anche scegliere i contenuti con consapevolezza. All'interno del genere le differenze sono enormi. Alcune storie si concentrano sulle vittime e sulla giustizia; altre puntano tutto sulla personalità e sulle motivazioni del colpevole, quasi ritraendolo come un personaggio affascinante. Le prime sono più facili da elaborare; le seconde, sul lungo periodo, possono generare più ansia.

Le vittime che non bisogna dimenticare

Infine, c'è un aspetto che le community di appassionati stanno mettendo sempre più al centro: trattare le vittime come esseri umani. I crimini reali riguardano persone reali, e la responsabilità del genere è non dimenticarlo mai.

Consumare storie di crimini veri per intrattenimento non ti rende una persona cattiva. Ma ogni tanto vale la pena fermarsi e ricordare che dietro la storia c'è la vita di qualcuno.

Ed è esattamente questo a rendere il true crime, allo stesso tempo, affascinante e pesante.

Il true crime fa male alla salute mentale?

Non necessariamente. Per molti è un'esperienza sociale e persino rassicurante, ma un consumo regolare e intenso può aumentare ansia e livelli di paranoia. Dipende molto da quanto e da come lo guardi.

Perché il true crime attira soprattutto le donne?

Secondo gli esperti, le donne tendono a vedersi come potenziali vittime e vivono il genere come una forma di raccolta di informazioni. A questo si aggiunge una più forte identificazione emotiva con le vittime.

Guardare true crime prima di dormire è un problema?

È particolarmente sconsigliato: il cervello elabora in modo più intenso i contenuti visti poco prima di addormentarsi, e questo può rendere più difficile prendere sonno.

Come capire se sto esagerando?

Fai attenzione a come ti senti durante e dopo. Se noti disturbi del sonno, più ansia o la sensazione che il genere amplifichi le tue paure, può valere la pena ridurne il consumo, almeno per un periodo.