Il momento più prezioso, però, di solito arriva dopo. In macchina, o davanti a una cioccolata calda, si può raccontare un ricordo buffo della persona che si è andati a trovare: come russava, come sbagliava i nomi, il piatto che faceva sempre uguale. È così che i bambini capiscono che ricordare non è solo tristezza, e che una persona continua a esistere nelle storie che si raccontano di lei.
A che età si può portare un bambino al cimitero?
Non esiste un'età giusta valida per tutti: conta molto di più il modo in cui viene presentata la cosa e la possibilità di scegliere. Anche un bambino piccolo può venire, se qualcuno gli spiega prima dove sta andando ed è pronto ad allontanarsi con lui appena si stanca o si agita. Dai sei-sette anni in su si può proporglielo apertamente, accettando un eventuale no senza insistere e senza farlo sentire poco affettuoso: chi rifiuta quest'anno spesso chiede di venire l'anno successivo.
Cosa rispondo se mio figlio chiede «anche tu morirai?»
È la domanda che quasi tutti i bambini fanno, e che quasi tutti i genitori temono. Mentire non conviene: meglio dire che sì, tutti prima o poi muoiono, ma che di solito succede quando si è molto vecchi, e che tu hai tutta l'intenzione di esserci ancora per moltissimo tempo e di prenderti cura di lui. Se la paura diventa insistente, disturba il sonno o invade le giornate per settimane, è il segnale che conviene parlarne con il pediatra o con uno psicologo dell'età evolutiva: non perché ci sia qualcosa di rotto, ma perché a volte un lutto chiede un accompagnamento in più.











