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Potresti non accorgertene, ma sei sola: ecco i segnali nascosti

Diana Moretti5 min di lettura
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Potresti non accorgertene, ma sei sola: ecco i segnali nascosti — Salute
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Potremmo pensare che riconoscere la solitudine sia semplice. È solo un sentimento, no? Eppure, una ricerca recente mostra che molte donne vivono nella solitudine senza nemmeno rendersene conto. E se anche tu ti ritrovi in questa situazione, non solo il tuo spirito, ma anche il tuo corpo ne risentirà.

Un nuovo sondaggio condotto dall’AARP su circa 3300 adulti americani ha rilevato che il 37% delle donne e il 42% degli uomini si dichiarano soli. Ma la ricerca non si è fermata qui: è emerso che molte persone sono sole anche senza esserne consapevoli.

Questo è stato misurato con la cosiddetta scala della solitudine UCLA, che attraverso 20 domande valuta indirettamente quanto una persona si senta vicina agli altri o isolata nella vita quotidiana.

Perché parlarne è importante?

La solitudine non porta solo tristezza o vuoto. Secondo il CDC, il centro americano per il controllo delle malattie, la solitudine prolungata aumenta il rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2, depressione e demenza. In altre parole: non è uno stato che passa da solo, può avere serie conseguenze per la salute. Ma come si fa a essere soli senza saperlo? E cosa si può fare?

Ritratto di donna attraverso un vetro

Come la solitudine si insinua nella tua vita

“È semplicemente nella natura umana”, spiega Aaron P. Brinen, psicologo clinico. “Lo vediamo anche nella depressione, nell’ansia o nella psicosi: non arrivano da un giorno all’altro. La solitudine non è un fulmine a ciel sereno, ma si insinua lentamente nella vita delle persone.”

È facile ignorare piccoli sentimenti di isolamento, soprattutto quando siamo impegnati, ma questi si accumulano nel tempo. Anche se ultimamente si parla molto della solitudine maschile, le ricerche mostrano che donne e uomini ne sono colpiti in misura simile. La differenza è che la solitudine maschile riceve più attenzione pubblica.

Per le donne, spesso si aggiunge il ruolo di caregiver. “Molte donne portano il peso della cura – che sia per un figlio, un genitore anziano o la gestione emotiva della famiglia – e questo può facilmente portare all’isolamento”, dice Brinen. Thea Gallagher, psicologa clinica, aggiunge che le donne spesso trascurano i propri bisogni. “Molte si sentono in colpa per prendersi cura di sé o pensano di non meritarselo. Così hanno meno tempo ed energia per connettersi e meno spesso difendono se stesse.”

Quando i rapporti si indeboliscono senza accorgersene

La solitudine spesso va di pari passo con un allontanamento graduale dagli altri. Siamo troppo occupati, dimentichiamo di rispondere ai messaggi, non rispondiamo al telefono o ci sentiamo troppo stanchi per uscire. Col tempo, anche gli amici chiamano meno.

“Ci abituiamo lentamente a questo stato senza renderci conto dei danni che ci aspettano” – spiega Brinen. Contribuisce anche la sopravvalutazione dell’indipendenza femminile. “Passiamo in modalità super sicure e autosufficienti, pensando di dover fare tutto da sole. Nel frattempo, non ci accorgiamo di quanto ci sentiamo sempre più sole”, dice Gallagher, che spesso assegna ai suoi pazienti il compito di chiedere aiuto.

Sagoma femminile

Segnali rivelatori ma spesso nascosti della solitudine

La solitudine colpisce ognuno in modo diverso, ma gli esperti individuano alcuni segnali tipici.

  1. La vita sociale sembra stressante. Se è da tempo che non stai con altre persone, l’idea di ricominciare può far salire l’ansia. “È facile pensare che gli altri non vogliano stare con te, e così si alzano muri interiori” – spiega Brinen.
  2. Non prendi l’iniziativa. Ti viene in mente di scrivere a qualcuno, ma finisci per accendere una serie TV o un podcast. “Chiediti: è davvero quello che voglio o è solo troppo faticoso connettermi?” – consiglia l’esperto.
  3. Ti nascondi dietro l’introversione. L’introversione esiste, ma non è uguale alla solitudine. “Molti dicono di non aver bisogno di amici, ma in realtà si sentono soli” – avverte Gallagher.
  4. Ti senti “non al meglio”. Bassa energia, irritabilità, inquietudine, tristezza: spesso accompagnano la solitudine. Lo psicologo William Chopik suggerisce di ascoltare i segnali del corpo, soprattutto se ultimamente hai avuto poche connessioni autentiche.
  5. Non fai nuove amicizie. Gli amici vanno e vengono con le fasi della vita, è normale. Il problema nasce se non nascono nuove relazioni o comunità a sostituire quelle vecchie.
  6. Desideri connetterti ma non agisci. Se senti il bisogno ma non fai nulla, spesso è un segnale di solitudine.

Cosa puoi fare?

Gallagher consiglia di partire da un inventario sincero: con quanta frequenza incontri persone? Sei tu a prendere l’iniziativa o rinunci agli appuntamenti? Cosa fai per costruire la tua comunità?

Se le giornate piene ti bloccano, prova a considerare le relazioni sociali come parte della cura di te stessa – non un lusso, ma un bisogno fondamentale.

Inizia in piccolo. Un messaggio, un caffè, una breve chiacchierata contano. “Non serve organizzare subito una grande cena. I piccoli passi sono più facili”, dice Brinen. In un nuovo ambiente, possono aiutare gruppi, corsi o comunità legate ai tuoi interessi.

È importante non affrontare la solitudine da sola. “Spesso è legata ad altre difficoltà mentali, come ansia o depressione. Affrontarle può aprire la strada alle connessioni”, aggiunge Chopik.

Gli esperti concordano: la solitudine non va sottovalutata. “Non è un brutto momento che passa da solo, può avere conseguenze fisiche reali. E questo conta davvero”, sottolinea Brinen.