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«Se qualcosa va storto, picchia la madre» - I rischi dell’educazione permissiva

Szőke Angéla4 min di lettura
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«Se qualcosa va storto, picchia la madre» - I rischi dell’educazione permissiva — Famiglia
In questo articolo

I genitori vogliono il meglio con un’educazione rilassata, ma spesso si ritorce contro.

Il centro dell’attenzione

La figlia di mia cognata è insopportabile. Vorremmo parlare – o almeno provarci – ma ogni cinque minuti corre da noi, interrompe senza problemi e pretende (non chiede) qualcosa da sua madre. È gelosa e non lascia che la mamma non la guardi per qualche minuto. Se mia cognata non le presta subito attenzione, la colpisce con rabbia. Non delicatamente: con forza. Poco tempo fa l’ha colpita in testa con un giocattolo di plastica proprio davanti a me. Io sono rimasta scioccata, ma mia cognata non l’ha rimproverata, anzi, ha chiesto scusa per non averle dato subito attenzione.

Ho pensato a cosa avrei ricevuto io se avessi fatto lo stesso con mia madre… Lei non è stata severa e abbiamo ancora un ottimo rapporto, ma alzare le mani contro i genitori era un tabù, e con ragione.

Molto divertente, anzi no

Una collega di 46 anni raccontava ridendo che mentre facevano l’amore con il marito, la loro figlia di 19 anni ha cercato di aprire la porta chiusa. Le hanno detto di non disturbare, ma lei è uscita sul terrazzo e ha bussato così forte da farsi aprire. Stava preparando dei muffin e non trovava l’uvetta, una questione urgente che non le ha lasciato pace.

Ho detto alla collega che non trovavo nulla di divertente: è triste che una giovane adulta non rispetti così tanto la privacy dei genitori.

Bambino che piange urlando mentre suona una chitarra giocattolo

La babysitter

Mia sorella mi ha chiesto di badare a mio nipote di cinque anni per un pomeriggio e si è offesa profondamente quando ho detto che non avevo intenzione di farlo. Mi ha chiesto perché e io – che non avevo mai detto nulla prima – ho dovuto spiegare che non voglio mettermi nei guai con un bambino che non sa salutare, ringraziare o comportarsi normalmente. (Mio nipote è un piccolo urlo costante, un esserino fastidioso). Non è colpa del bambino, ma dei genitori che non vogliono educarlo e gli concedono tutto.

Il centro dell’intrattenimento

Un’amica ha un figlio di dieci anni che non riesce a giocare da solo. Chiede ai genitori di intrattenerlo ogni momento della giornata, senza lasciare loro un attimo di pace. Quando ho detto che non è normale, hanno risposto che è così perché è figlio unico. Anch’io sono figlia unica e i miei genitori mi hanno dedicato molto tempo, ma sapevo giocare, disegnare, leggere e guardare cartoni da sola. Questo bambino non si siede nemmeno davanti alla TV da solo, è un vero vampiro di energie.

Bambino che urla all’aperto

Segreti della camera da letto

Il figlio di 12 anni (!) di mio fratello dorme ancora nel letto con i genitori quando vuole. Ho osato dire che non è sano e ho chiesto a lui, come padre, perché lo permette. Ha risposto: “Non sono io a permetterlo, ma sua madre…” Gli ho detto che se a 12 anni il bambino impone la sua volontà, cosa succederà a 16 o 18 anni…?

Un netto contrasto

Un’amica è stata cresciuta severamente, quindi ora permette tutto alla sua bambina. Non serve dire che la bambina è ingestibile e parla alla madre come a un cane (“Sei una cacca, mamma!”). Voleva iscriverla all’asilo, ma non l’hanno accettata perché non sa comportarsi: se qualcosa non va come vuole, si scatena in urla, lanci di oggetti e litigi. È impossibile portarla in gruppo perché è ingestibile. Ora la mamma teme cosa succederà all’asilo. Le ho suggerito di educarla un po’, ma ha rifiutato brontolando perché “non vuole limitarla”. Le ho detto che così fa un dispetto a sé stessa e a sua figlia.

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