Metà del lavoro lo fa la lavatrice
Prima di pensare all'aria, pensa alla centrifuga. Alzare i giri sui capi che lo sopportano (cotone, asciugamani, jeans) toglie una quantità di acqua che altrimenti dovresti far evaporare in casa. Per i capi delicati, un secondo passaggio di sola centrifuga breve fa già differenza.
Poi conta come stendi. I panni accavallati o attaccati l'uno all'altro asciugano in tempi lunghissimi: lascia almeno un paio di dita tra un capo e l'altro, apri le maniche, rovescia tasche e cinture dei pantaloni verso l'esterno, appendi camicie e magliette su grucce invece che piegate sul filo. Asciugamani e lenzuola, che sono i pezzi più lenti, vanno nelle posizioni più esposte, in alto e sui bordi. Un trucco semplice per i capi spessi: stendili su un asciugamano asciutto, arrotola stringendo e poi stendi; porti via acqua senza fatica.
Si può stendere il bucato in camera da letto?
Si può, ma è la soluzione che costa di più in termini di aria e di muri, quindi va limitata ai casi in cui non c'è alternativa. Se devi farlo, tieni la porta chiusa e la finestra socchiusa per tutta la durata dell'asciugatura, non lasciare lo stendino accanto a una parete esterna o dietro una tenda, e apri completamente la stanza almeno due volte, mattina e sera. E soprattutto, sposta i panni fuori dalla camera prima di andare a dormire.
Quanto tempo ci mette il bucato ad asciugare in casa?
Dipende da temperatura, spessore dei capi e soprattutto da quanto si rinnova l'aria: in una stanza tiepida e ventilata un carico leggero può essere pronto in mezza giornata, mentre in una stanza fredda e chiusa gli asciugamani possono restare umidi anche due giorni. La regola pratica è che se dopo ventiquattro ore i panni sono ancora umidi al tatto, il problema non è il tempo ma l'aria ferma: aumenta il ricambio con aperture brevi e decise, più volte al giorno, e se l'umidità in casa è un problema costante valuta un deumidificatore da piazzare nella stanza del bucato con la porta chiusa.











