Conosci quel tipo di persona che tutti definiscono fortunata. È sempre nel posto giusto al momento giusto. Trova sempre qualcuno che la aiuta, che la raccomanda, che le apre una porta. A lei capitano continuamente cose belle, mentre tu resti fermo allo stesso punto, facendo le stesse cose, senza che nulla cambi. Ma se la fortuna non fosse così casuale come crediamo?
La fortuna che non riusciamo a vedere
Lo psicologo Richard Wiseman ha studiato per anni cosa distingue le persone che si considerano fortunate da quelle che si sentono sfortunate. Il risultato è stato sorprendente: non erano le circostanze a fare la differenza, ma l'atteggiamento e il comportamento. Le persone fortunate non ricevono più occasioni casuali degli altri, semplicemente ne notano di più.
Sono più aperte alle situazioni sconosciute, entrano in contatto con più persone e tendono a cogliere le opportunità che gli altri lasciano passare. La fortuna, quindi, non piove dal cielo: si costruisce. Lentamente, con costanza, attraverso piccole decisioni.
Esponiti a situazioni nuove
Uno dei modi più semplici ed efficaci per moltiplicare le occasioni è cambiare la routine. Non prendere sempre il caffè nello stesso posto. Prova un nuovo hobby. Vai a quell'evento che non avevi in programma. Cambia strada per tornare a casa.
Non si tratta di agitarsi a caso, ma di esposizione consapevole. Più situazioni diverse vivi, più aumentano i punti in cui puoi incrociare persone, idee e possibilità capaci di cambiare la tua direzione.
Le persone fortunate di solito hanno una rete di contatti ampia e informale, non una cerchia ristretta e chiusa. Perché le opportunità raramente arrivano dalle relazioni più strette: nascono più spesso dai conoscenti dei conoscenti.
Fai attenzione a ciò che finora non notavi
In uno degli esperimenti di Wiseman, ad alcune persone che si consideravano fortunate e ad altre sfortunate venne dato un giornale in cui, su una pagina, campeggiava una scritta a caratteri cubitali:
"Dì al responsabile dell'esperimento che hai visto questo e vinci 250 sterline."
La maggior parte delle persone "sfortunate" ci passò sopra senza accorgersene, mentre quelle "fortunate" la trovarono. La lezione non è che bisogna leggere meglio il giornale, ma che chi è stressato, sovraccarico e corre con la testa fissa su un obiettivo vede in modo più ristretto. Nota solo ciò che sta già cercando e filtra via tutto il resto.
Chi invece è più sereno e aperto riesce a guardare anche di lato. Coglie quella piccola opportunità accanto alla quale un altro passerebbe senza accorgersene.
Spesso la fortuna non è altro che attenzione.
Di' sì un po' più spesso
Non serve dire sì a tutto, ma vale la pena farlo un po' più di quanto sei abituato. Quell'invito che avresti rifiutato per automatismo. Quel conoscente con cui non parli da tempo. Quell'occasione che non sembrava avere nulla di speciale.
Le opportunità raramente arrivano con un'etichetta. Di solito sembrano ordinarie, e solo guardando indietro capisci che quello era il momento che ha cambiato qualcosa. Ma per coglierlo bisogna esserci. Bisogna essere presenti. Bisogna andarci.
Fidati del tuo istinto (e anche dei fallimenti)
Un'altra caratteristica delle persone fortunate è che non vivono il fallimento come un punto d'arrivo, ma piuttosto come un segnale, e si rialzano più in fretta. Non è ottimismo a tutti i costi, ma flessibilità: la capacità di restare aperti a ciò che verrà anche dopo una brutta svolta.
Anche ascoltare l'istinto gioca la sua parte. Quante volte hai sentito che qualcosa sarebbe andato bene, ma non gli hai dato retta? I segnali interiori spesso elaborano più informazioni di quante ne percepiamo consapevolmente. Non devi affidare loro ogni decisione, ma nemmeno ignorarli del tutto.
Le opportunità non nascono dal nulla. Si aprono per chi è visibile, aperto, presente e non aspetta che sia qualcun altro a fare il primo passo. Questo non significa che tutto dipenda da te: ci sono circostanze che non puoi controllare. Ma il modo in cui ti collochi nel mondo, quanto riesci a vedere e quanto sei raggiungibile, quello sì.
La fortuna premia chi è preparato, ma ancora di più chi esce dalla propria zona di comfort e lascia che anche l'imprevisto possa farsi strada.
La fortuna si può davvero attirare?
In parte sì. Secondo gli studi citati, chi si considera fortunato non riceve più occasioni casuali degli altri: è più aperto, più presente e nota di più ciò che gli accade intorno.
Perché una rete ampia di contatti aiuta?
Perché le opportunità raramente arrivano dalla cerchia più stretta. Nascono più spesso dai conoscenti dei conoscenti, quindi una rete ampia e informale moltiplica le possibilità di incontrare qualcosa di nuovo.
Come posso creare più occasioni nella vita quotidiana?
Cambiando la routine, provando cose nuove, dicendo sì un po' più spesso ed esponendoti a situazioni diverse. Più contesti frequenti, più aumentano i punti in cui puoi incrociare persone e possibilità.
Che ruolo ha l'istinto in tutto questo?
I segnali interiori spesso elaborano più informazioni di quante ne cogliamo consapevolmente. Non serve affidare loro ogni decisione, ma nemmeno ignorarli del tutto: ascoltarli può aiutarti a riconoscere le occasioni giuste.











