Seconda decisione: quante basi, non quante città
L'errore classico del primo viaggio è pensare in città invece che in basi. Ogni trasferimento con i bagagli costa mezza giornata tra check-out, stazione e sistemazione. Per dieci o dodici giorni, due basi sono sufficienti e tre sono il massimo ragionevole: una nell'area di Tokyo, una a Kyoto (con Nara, Osaka e Uji raggiungibili in giornata), eventualmente una terza per una deviazione che ti interessa davvero, che sia il Giappone delle Alpi o un'isola.
Poi costruisci le giornate per quartieri, non per elenco di monumenti: una mattina in una zona, il pomeriggio in quella accanto, evitando di attraversare la città tre volte. E lascia almeno mezza giornata libera ogni tre: in Giappone le cose più belle capitano quando entri in un negozio di quartiere o ti fermi in un konbini a fare colazione senza un programma.
Terza decisione: treni, bagagli e pagamenti
Sui treni conviene fare un conto vero invece di affidarsi al sentito dire: segna le tratte lunghe che farai davvero, cerca il costo dei singoli biglietti e confrontalo con il pass ferroviario che stai valutando. Se il tuo viaggio è concentrato su due basi vicine, spesso i biglietti singoli bastano; se attraversi il paese più volte, il pass ha senso. In città servono invece le carte prepagate per metropolitana e autobus, comodissime anche per i distributori automatici.
Sui bagagli, impara subito l'esistenza del servizio di spedizione tra alberghi: mandi avanti la valigia grande e viaggi con uno zaino, il che rende i trasferimenti in treno un'altra cosa. Sul denaro, le carte sono ormai accettate quasi ovunque nelle città, ma tieni sempre contanti per templi, piccoli ristoranti, mercati e autobus rurali; i prelievi si fanno comodamente negli sportelli dei minimarket. Quanto agli alloggi, prenota per tempo almeno le prime notti e considera una o due notti in ryokan con bagno termale: è un'esperienza che vale una voce di budget dedicata, ma stancherebbe per tutto il viaggio.





