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È iniziato 20 anni fa: la consapevolezza post-festività che ha cambiato la mia vita

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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È iniziato 20 anni fa: la consapevolezza post-festività che ha cambiato la mia vita — Salute
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Le feste riescono a far emergere pensieri a cui durante l’anno non dedichiamo tempo né spazio. Quando rallentiamo e usciamo dalla routine quotidiana, ricordi interessanti tornano in primo piano.

Una mattina di fine dicembre (esattamente 20 anni fa) credo di essere cresciuta un po’, anche se non nel modo migliore. A 16 anni mi sono pesata e per la prima volta ho realizzato che mangiare ha delle conseguenze, e ho sentito che dovevo cambiare qualcosa. Non avevo idea che, nonostante il mio leggero sovrappeso, non stavo iniziando una semplice dieta, ma un viaggio lungo decenni, a volte doloroso, a volte liberatorio, con il mio corpo.

La consapevolezza adolescenziale che ha dato il via a tutto

Da ragazzina pensavo che il mio peso fosse solo un numero e che, crescendo, fosse naturale aumentare. Ho sempre fatto sport con passione, ero forte e muscolosa, e non mi sentivo diversa dagli altri (perché non lo ero). Poi, dopo le feste, la bilancia mi ha fatto capire che le scelte sul mio corpo hanno conseguenze. Da quel momento, quel pensiero di "sarebbe bello pesare meno" è diventato un sottofondo costante durante la mia adolescenza e i primi anni venti. Ho provato a fare diete a volte con successo, altre no, ma quando funzionava, durava poco. Eppure, il desiderio di essere sempre più snella non mi ha mai abbandonata.

Bambina che mangia una ciambella zuccherata

Quando il mio corpo è diventato l’unica cosa che potevo controllare

All’inizio dei miei vent’anni, una forte crisi emotiva ha sconvolto la mia vita quotidiana, facendomi sentire senza controllo, solo un’osservatrice della mia stessa esistenza. L’unica cosa a cui potevo aggrapparmi era il mio corpo. Non è stata una scelta consapevole all’inizio, ma col tempo ho capito che perdere peso era per me un modo per ritrovare controllo e stabilità quando tutto intorno era incerto.

Quando la situazione sembrava migliorare e mi sentivo meglio anche dentro, ero così magra che gli amici più che complimenti mi guardavano con preoccupazione.

Nonostante avessi raggiunto il peso desiderato, non vedevo nello specchio la soddisfazione che immaginavo con il mio “peso ideale”.

Donna che stringe la pelle sulla pancia

La gravidanza che ha riscritto le regole

Dopo qualche anno buono, con un leggero aumento di peso ho raggiunto il mio peso ideale per la mia altezza, mantenendolo in modo sano, senza diete o eccessive attenzioni. Ma durante la gravidanza il mio corpo ha cambiato ritmo in modo incontrollabile, e i cambiamenti sono stati così rapidi da lasciarmi senza fiato. Dopo aver preso 30 kg, dopo 2 mesi dal parto ero più magra di prima della gravidanza. Questo rapido aumento e la perdita altrettanto veloce hanno sconvolto il mio equilibrio interno. Anche se è passato quasi un decennio, ne sento ancora le conseguenze. Ora capisco che non mi sono concessa il tempo per riposare, rigenerarmi e adattarmi a questa nuova fase della vita che è la maternità. Il mio corpo però ha resistito con forza, e oggi porto con gratitudine una piccola smagliatura di un centimetro, che mi ricorda il percorso fatto.

Il mio corpo non è un nemico, ma una bussola

Col tempo ho capito che ogni stress, trauma o carico emotivo fa reagire il mio corpo con la perdita di peso. È il suo segnale d’allarme, il modo in cui comunica che qualcosa è “troppo”. In 20 anni ho imparato ad ascoltarlo, e ora non mi interessano più i numeri, ma il messaggio che portano. Quest’anno, con tutte le sue sfide, mi ha insegnato che non conta quanto pesa la bilancia, ma quanto riesco a essere presente nella mia vita, a collaborare con me stessa e a trattare con gentilezza il corpo che ha sopportato tanto. Pensando a quello che ci aspetta…

Quel Natale 20 anni fa ha davvero acceso qualcosa in me, ma da tempo non si tratta più di promesse dietetiche. È piuttosto un momento per fermarmi, guardare indietro e riconoscere che il mio corpo mi ha sostenuta in tutto ciò che la vita mi ha messo davanti. Se dovessi darmi un consiglio per il 2026, sarebbe quello di avvicinarmi al mio corpo con più pazienza, gratitudine e comprensione.

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